Vladivostok: fine Transiberiana

La Transiberiana originalmente e prima del 1991 terminava a Khabarovsk. Fino a quell’anno infatti Vladivostok era una città blindata, dove gli stranieri non potevano accedere (e gli stessi russi necessitavano di un permesso), in quanto quartier generale della flotta navale dell’esercito russo. Ancora oggi è un importante porto militare e si possono vedere le navi da guerra ancorate nel golfo di fronte al Mar Giapponese, ma chiunque la può visitare.
Ciò nonostante, il treno percorre quest’ultima tratta di ferrovia solo di notte, per impedire la vista su basi militari e installazioni che sono presenti in quest’area.

matriosca

E’ l’ultima notte a bordo dell’astronave. Abbiamo percorso tanti chilometri e ora siamo contenti di arrivare a destinazione. Il viaggio è stato magnifico e ha superato le nostre migliori aspettative.

Il treno inizia a rallentare diversi chilometri prima della stazione. Rallenta, sempre di più, ma poco per volta. Pare non voglia terminare la sua corsa. Pare non voglia arrivare. Ma alla fine è costretto a fermarsi. E noi con lui.
Scendiamo a terra ed eccoci arrivati. Siamo a Vladivostok.

stazione-vladivostok

Davanti a noi un piccolo monumento che indica la fine ufficiale della Transiberiana, al chilometro 9.288 (da Mosca). Noi ne abbiamo percorsi circa 10mila, partendo da San Pietroburgo. Ora possiamo dire di aver visto un bel pezzo di Russia e ci ha stupito positivamente! Anche perchè abbiamo trovato una realtà molto diversa da quella raccontata dai mess media occidentali (tanto per cambiare).

fine-transiberiana

Tra un binario e l’altro è posizionata una bellissima locomotiva, con più di mezzo secolo di storia ma tirata a lustro, come nuova. Oltre a questo, nessun altra attrazione o spazio dedicati alla mitica tratta ferroviaria. Un bel museo ci starebbe tutto e chissà che prima o poi non lo facciano, magari quando realizzeranno il potenziale turistico di questo particolare viaggio.

locomotiva-transiberiana

Vladivostok non ci impressiona: non ha né l’impatto né il fascino delle precedenti città visitate. E’ una città molto caotica, con un traffico esagerato, senza personalità.
D’altronde fino a pochi anni fa era tagliata fuori dal mondo e la sua unica funzione era di base militare strategica.

S’intravede la voglia di lasciarsi il passato alle spalle ed evolversi in una città “normale” e vivibile, ma l’obiettivo è ancora lontano. Qui vivono circa 1 milione di persone e oggi rappresenta un prezioso crocevia commerciale tra Russia, Cina, Corea e Giappone.
Noi ora prenderemo un volo per Tokyo e da lì rientreremo in Italia. E’ tempo di tornare a casa, at home sweet home.

vladivostok

E così termina qui la nostra “Transiberiana 2016”. Una gran bella esperienza, un viaggio vero e intenso. Abbiamo occhi e cuori colmi di input, che col tempo ognuno di noi metabolizzerà a modo suo per poi trasformarli in ricordi.

Come per i precedenti blog, anche questo non vuole rappresentare una guida bensì un semplice diario di viaggio, un racconto condiviso. Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito, che hanno letto e leggeranno questa storia. Che possa spronare qualcuno di voi ad abbandonare quella monotona ed apparente sicurezza data dalla quotidianità e dalle proprie mura domestiche, alla volta di uno zaino in spalla e un’avventura on the road.

Buon viaggio a tutti.

viaggio-transiberiana

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