San Pietroburgo full immersion

Un viaggio che inizia sorvolando la laguna di Venezia è un viaggio che inizia bene.
Scalo veloce a Riga (Lettonia) e arrivo a San Pietroburgo su un bielica dell’Air Baltic che in fase di atterraggio balla la shuffle dance. Metto in cuffia Benoit Lecomte di MezzoSangue pensando “se ci schiantiamo almeno abbasso il sipario ascoltando un bella canzone.”
Naturalmente si atterra con facilità e senza nemmeno quell’idiota applauso finale che caratterizza tanti arrivi in località turistiche europee. Questi russi mi piacciono già, penso.

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I controlli in entrata nella terra di Vladimir sono molto più soft e relaxed rispetto quelli per entrare negli States (cocciuti gringos paranoici!). Riflessione che mi viene spontanea.

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E’ tardi ma la voglia di scoprire tanta: molliamo gli zaini in hotel e si esce subito ad azzannare la city! Prima però troviamo l’hotel. Giusto. Cazzo, il cirillico! Geroglifici su qualsiasi insegna, cartello e campanello. Capirli impossibile. Li interpretiamo, unendo e utilizzando tutta la materia grigia (e la tecnologia) a nostra disposizione. Eccolo! Giù i bagagli e via.

img_1259_1200San Pietroburgo. Here we are. Pochi passi e appare Lei, la Nevsky Prospekt. Spettacolo. Brividi, non di freddo. Impossibile non pensare a quel capolavoro del grande Battiato: “un vento a trenta gradi sotto zero, incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili, a tratti come raffiche di mitra, disintegrava i cumuli di neve. (…) Un giorno sulla Prospettiva Nevski, per caso vi incontrai Igor Stravinsky (…) E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.” Wow.
L’alba qui la stiamo per fare. Già? La prima sera?! No dai, ultima birra e ci uniamo al resto della città che dorme.

Un nuovo giorno. Sole e cielo azzurro. Aria fresca e flussi di persone che camminano spedite. Sono 5 milioni ma non le si nota. Città ordinata, pulita, ben organizzata. Che bella città!
Storia e modernità convivono e si fondono in modo omogeneo e naturale. Gli antichi sfarzi sono ancora ben visibili ed eccellentemente conservati.
Giretto in bus turistico, qualche tappa e qualche foto. Si, una bella città!

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Ma. C’è un ma. C’è qualcosa che non… C’è qualcosa che non convince. Cos’è? Mmm. Aspetta fammi vedere. Non capisco. Guarda bene. Fermati e guarda bene. Ah! Eccola. Cosa? La globalizzazione. No! Anche qua?! Si, anche qua. Dici? E’ evidente. Solo lei appiattisce così, omologa, toglie personalità, colori, sfumature. Già, è palese. Peccato. Un vero peccato. Ma passerà anche lei. Si, passerà. Pensa che bella doveva essere un tempo…
Cosa, la globalizzazione? Ma no! St. Petersburg. Anzi Leningrad. Uh che bella che doveva essere Leningrad.
Resta comunque un piacevolissimo posto. Da visitare? Oh certo che si!
Dicono sia la più europea delle città russe, sia per la sua storia che per la sua posizione. A fine viaggio, dopo aver attraversato la Russia, sapremo dare un giudizio anche a riguardo.

Buoni propositi: doccia e serata tranquilla? Si dai che domattina abbiamo un’alzataccia (treno per Mosca alle 7:00). Eventi scontati: doccia e alba-bis! Ma no, il cielo è chiaro sempre qui, anche di notte, per via della vicinanza al circolo polare. Ah ecco.
Che poi, c’è il giorno e la notte, il bianco e il nero, il dritto e il rovescio: ma come fai a dire di aver visto una città se la vedi solo di giorno? E’ come leggere un libro e lasciarlo a metà. Non puoi. Non si fa. Ok, fila a letto! Vado.

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Chi cazzo si è dimenticato di spegnere il cellulare? E poi chi cazzo vi chiama a ste ore della notte?! Ehm… no. E’ la sveglia. Ma come? Stavo chiudendo gli occhi ora. Ecco bravo, riaprili e alzati.
Abbiamo 4 ore a bordo di un treno ad alta velocità che ci porterà nella capitale. Da lì parte la Transiberiana.

Gli altri riposano. Ho finito il primo post, ora riposo un po’ anch’io. Ehm… no. Siamo arrivati. Sto giro le palpebre non si erano nemmeno avvicinate. Va bene dai. Riposerò. Quando, stasera? No. Nella prossima vita. Adesso mi spolpo Moscow. Cuffie su: Day n Nite (Kid Cudi vs Crookers) a manetta. E’ in tema e mi tiene in vita. See u!

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Consigli utili: il cambio della valuta in aeroporto è molto sconveniente rispetto quello che si trova in città negli appositi uffici. L’inglese qui lo sanno in pochissimi: un buon vecchio dizionario è ancora consigliato, o per lo meno una lista di frasi utili già tradotte. Se alle 4 del mattino alzi gli occhi al cielo e vedi bagliori verdi, non è l’aurora boreale: hai bevuto troppo e ti sei ciucciato troppi palloncini di gas esilarante quindi è bene che tu vada in branda.

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9mila km in treno per riscoprire le distanze

Dopo una serie di bellissimi viaggi nelle Americhe, in Europa, Asia e Africa è giunto il momento della grande Russia.
E quale modo migliore per scoprirla se non quello di attraversarla tutta, da ovest a est, sulla mitica Transiberiana? Un viaggio on the rail, di circa 9.700 km, da San Pietroburgo a Vladivostok, passando per Mosca, Novosibirsk, Irkutsk, l’isola di Olkhon e Khabarovsk.

Alla riscoperta delle distanze, che abbiamo perso con l’uso degli aeroplani, perchè come scriveva il saggio Terzani “il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori del finestrino. Sugli aerei presto s’impara a non guardare, a non ascoltare.”

Dopo le grandi città russe, ci inoltreremo nell’immenso Lago Bajkal (la più grande distesa di acqua dolce del pianeta) in Siberia e al confine con la Mongolia, per terminare il nostro viaggio di fronte al Giappone (che raggiungeremo con un ultimo volo prima di rientrare in Italia da Tokyo).

Abbiamo in serbo alcune iniziative particolari, di cui però non possiamo ancora svelare i particolari. Seguiteci e viaggiate con noi sulla mitica Transiberiana!
Si parte il 12 settembre.

Transiberiana