Into Transiberiana

Primo ritardo del treno da quando siamo partiti. Arriva 2 ore dopo rispetto l’orario stabilito, nelle quali uno di noi rischia di farsi arrestare, fuori dalla stazione, per aver fumato una sigaretta nelle immediate vicinanze di quest’ultima, con l’aggravante di avere anche una birra in mano. Assolutamente proibito.
Ci tengono molto a preservare ordine e pulizia nelle stazioni, sia all’interno che all’esterno. 
Sorry sorry sorry, non lo faccio mai più, ho capito la lezione, veramente, mai più, grazie grazie grazie. Testa bassa e pedalare che questi non scherzano.

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Rieccoci a bordo della nostra amata astronave. Abbiamo 3 notti da passare sul treno ma non ci spaventano, anzi: dopo i giorni sul Baikal e a Irkutsk, la nostra cuccetta quasi ci manca dunque saliamo con entusiasmo.
Per la prima volta abbiamo un coinquilino, che occupa il quarto posto della cabina: è un ragazzo russo che non parla una parola di inglese, ma è simpatico e curioso del nostro viaggio. La convivenza andrà benissimo e riusciremo anche a comunicare, tra gesti vari e traduttore dello smartphone.
Fa il militare e sta andando a Vladivostok per un periodo di vacanza, è partito da Novosibirsk. Per loro percorrere 5mila km in treno è assolutamente normale.
Fa colazioni, pranzi e cene con zuppe di noodles preconfezionate, alle quali aggiunge acqua bollente per la preparazione. Il tutto accompagnato da tè caldo. Per merenda si concede delle caramelle gommose zuccherate grandi come palline da golf. Me ne offre una, pare io non possa rifiutarla… la sto ancora masticando.
Mi meraviglio che non gli venga un blocco intestinale in 24 ore ma mi da l’idea che potrebbe andare avanti così all’infinito.

E’ possibile usufruire (richiedendola alla provodnitsa o al capo-scompartimento) della caratteristica tazza da tè delle ferrovie russe, per tutto il tragitto che si percorre. E’ un servizio compreso nel biglietto.

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Il treno va, procede, lento ma ostinato. E’ una marcia inarrestabile. La sua costanza e perseveranza trasmettono sicurezza. Mi addormento con piacere e serenità. E dormo bene, come in un letto normale. A volte addirittura meglio. Mi sento coccolato come quelle notti in cui gocce di pioggia cadono sul tetto e suonano un concerto che scalda anima e corpo.
In realtà è molto soggettivo e anche per me ogni notte è diversa dalla precedente. I lettini sono abbastanza comodi ma comunque stretti; il moto del treno non è perfettamente costante quindi come qualsiasi treno a momenti dà lievi strattoni, piccole spinte, si inclina, vibra, scuote; c’è un rumore permanente, ovvero quello del passaggio sulle rotaie, qualche borbottio, cigolii.
Sicuramente non è adatto a chi è troppo sensibile e necessita di condizioni perfette per riposare, ma come già spiegato in un post precedente, la Transiberiana non è una tratta turistica e la sua funzione è trasportare i passeggeri, non portarli in crociera.

All’alba l’astronave fa tappa in una cittadina anonima ma con una bella chiesa, vicina ai binari. Si scende qualche minuto per sgranchirsi le gambe e respirare aria fresca. Ma guai allontanarsi! L’astronave non aspetta nessuno, per nessun motivo al mondo e nemmeno per un minuto. E se perdi l’astronave da queste parti… son cazzi!

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A bordo del treno, in ogni corridoio, c’è un cartello nel quale sono riportate tutte le fermate previste, con relativi tempi di percorrenza, arrivi e partenze. Il tutto in doppio alfabeto, sia cirillico che latino e naturalmente con gli orari settati su Mosca, ai quali però bisogna aggiungerci le due ore di ritardo iniziali (e poi tenere in considerazione i vari fusi orari di ogni luogo).
orari-fermate-transiberianaIn pratica per consultarlo devi risolvere ogni volta un tracobbetto (ops, trabocchetto) e non hai mai la sicurezza di averci preso, finché non arrivi effettivamente alla fermata.
Inizialmente ci avevo proprio rinunciato, poi durante il viaggio siamo diventati tutti degli esperti e adesso lo utilizziamo facilmente e con fierezza.
La Transiberiana ha in totale quasi 1000 fermate. Le più corte sono di 2 minuti e in queste non si può nemmeno scendere per poi risalire, le più lunghe di 30 minuti (nelle città più grandi) durante le quali tutti ne approfittano per una passeggiata all’esterno, pause sigarette o veloci acquisti.

A una fermata si affianca al nostro treno un camioncino che scarica i servizi sanitari, in altri casi rifornisce l’acqua (l’importante è che non si confonda mai altrimenti… vabbè dai discorsi brutti e inutili).

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La Siberia ci regala un bellissimo tramonto che sfuma lento, in coda al treno.
Un fiume ci accompagna per centinaia di chilometri, a volte si allontana ma poi ricompare. Sembra essersi affezionato ma poi di colpo sparisce e non torna più.

Il treno va. Il mondo scorre dal finestrino.
E’ proprio grande questo mondo, qui ce ne si rende bene conto. Me ne ero quasi dimenticato, tra una chiamata Skype a New York e un’email in Australia, tra un aereo per la Puglia e una valanga di foto di amici su Facebook sparsi per il globo. Mi era parso così piccolo e a portata di mano. E invece è grande, grandissimo.

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Il treno va, procede, lento ma ostinato.
E dopo 3mila chilometri ecco che entra nell’imponente stazione di Khabarovsk, la nostra ultima tappa prima di Vladivostok.
Passeremo qui 24 ore per poi reimbarcarci e percorrere l’ultima tratta di questa strepitosa Transiberiana.

khabarovsk-stazione

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Inizia così la nostra Transiberiana

La Transiberiana E’_U N A_F I G A T A.
Ecco tutto. Non c’è altro da aggiungere. Ciao.

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No dai, qualche riga la scrivo.
E’ quel tipo di viaggio che ti fa pensare in loop ma quanto bello è viaggiare?! viaggiare, ma quanto bello è?! ma quanto bello è viaggiare?! viaggiare, ma quanto bello è?!
9.289 chilometri (di cui 1.777 in Europa e 7.512 in Asia), attraversa 7 fusi orari, 88 città e 16 grandi fiumi. Il tutto a una velocità media di 60 km/h.

Solo 60 kilometri all’ora?!1!1! Eh ma ke lento, cheppalle, ke noia!1!1!!!
Ma sei scemo?! E’ proprio quello il bello. E’ un evergreen che si ripropone quasi in ogni mio blog di viaggio, quello di provare a spiegare che ciò che conta non è la meta ma il tragitto.
Dal trekking himalayano alla salita al Kilimangiaro, dal Machu Pichu al Cammino di Santiago. Sempre la solita storia. Aridajé. VAI PIANO cazzo, vai piano. Goditi il percorso, un passo alla volta, una pedalata alla volta, un gradino alla volta, una rotaia alla volta. Step by step.
Che poi è un palese parallelismo con la vita stessa, è chiaro. Ma visto che lì fuori pare esserci un’invasione di bimbi_minkia con l’acutezza di Slot dei Goonies, è bene ripeterlo e soprattutto spiegarlo. E si che per le nostre nonne è sempre stato un mantra: chi va piano va sano e lontano.
E comunque bimbi_minkia a parte, siamo noi tutti vittime più o meno inconsapevoli di questi tempi schizzo frenici dove si corre si corre si corre senza sapere dove cazzo si sta andando. Poi quando arrivi ti guardi indietro e pensi “cavolo, già arrivato? potevo andare più piano”.
Quindi ben venga ogni tanto soffermarsi sull’argomento. Parentesi chiusa.

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Denominata anche La Gran Via Siberiana, percorrere questa ferrovia significa affrontare un grande viaggio, sotto tutti i punti di vista. Un viaggio vero, genuino, crudo, completo. Significa adattarsi a nuovi spazi e tempi, a un dimensione a cui non siamo abituati, a un habitat diverso da quello che conosciamo. E tutto questo è bellissimo. Da quando sono salito sul treno ho iniziato a soffrire immediatamente di nostalgia istantanea. Vorrei che questi binari non avessero mai fine.

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Si ok Matteo ma le russe sono fighe?
Le russe sono fighe. Anzi fighissime. Ma mia morosa di più.

Il primo tratto della nostra Transiberiana è Mosca-Ekaterymburg. 28 ore on the trail. Pausa a terra di una notte e poi si riparte.
In treno si legge, si scrive, si guarda fuori, si parla, si mangia, si dorme, si fa niente. E che bene.
Fuori si alternano foreste, piccoli villaggi, a volte qualche collina e qualche corso d’acqua. Spesso il nulla, che poi nulla non è mai, ma è giusto per capirsi. Isolamento totale. Poche tacche, spesso zero, di internet non ne parliamo. Quando prendi in mano il cell. ti compare sul monitor un messaggio a pieno schermo con scritto “FAI ALTRO”.

La Transiberiana E’_U N A_F I G A T A.
Ecco tutto. Non c’è altro da aggiungere. Ciao.

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9mila km in treno per riscoprire le distanze

Dopo una serie di bellissimi viaggi nelle Americhe, in Europa, Asia e Africa è giunto il momento della grande Russia.
E quale modo migliore per scoprirla se non quello di attraversarla tutta, da ovest a est, sulla mitica Transiberiana? Un viaggio on the rail, di circa 9.700 km, da San Pietroburgo a Vladivostok, passando per Mosca, Novosibirsk, Irkutsk, l’isola di Olkhon e Khabarovsk.

Alla riscoperta delle distanze, che abbiamo perso con l’uso degli aeroplani, perchè come scriveva il saggio Terzani “il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori del finestrino. Sugli aerei presto s’impara a non guardare, a non ascoltare.”

Dopo le grandi città russe, ci inoltreremo nell’immenso Lago Bajkal (la più grande distesa di acqua dolce del pianeta) in Siberia e al confine con la Mongolia, per terminare il nostro viaggio di fronte al Giappone (che raggiungeremo con un ultimo volo prima di rientrare in Italia da Tokyo).

Abbiamo in serbo alcune iniziative particolari, di cui però non possiamo ancora svelare i particolari. Seguiteci e viaggiate con noi sulla mitica Transiberiana!
Si parte il 12 settembre.

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